
Essere donna Rom
Il 15 ottobre ho partecipato a un incontro allo Spazio delle Culture del Mudec, a Milano, a chiusura della mostra fotografica Essere donna ROM. Io mi racconto, io mi riconosco.
Bello vedere come le donne Rom si raccontano attraverso le loro fotografie e i bellissimi ritratti di Sara Lemlem.
Durante il dibattito, non sempre ero d'accordo con Dijana Pavlovic e Lia Lombardi, ma è proprio questo il bello di incontrarsi: non dobbiamo pensarla tutti allo stesso modo per riuscire ad ascoltarci. Ho anche partecipato a modo mio, con violino e pittura. È stata una serata che mi ha fato tornare a casa con qualche domanda in più.

Voci nomadi — Festa della comunità sinta
Il 20 giugno ho partecipato a Voci nomadi, una giornata dedicata alla cultura e alla comunità Sinta, a Buccinasco.
Ho presentato una performance che unisce il suono del violino alla pittura. La musica lascia spazio al gesto pittorico e la tela viene infine legata con delle corde. Un modo per esprimermi attraverso linguaggi diversi che si incontrano.
È stato bello ritrovarsi intorno alla musica e all'arte, ascoltare storie e condividere esperienze. Una giornata che mi ha ricordato quanto sia importante avere luoghi in cui la nostra cultura possa essere conosciuta, raccontata e vissuta insieme.

Flamenco — Alle radici gitane
Tra giugno e luglio 2025 sono stata a Siviglia, ospite della comunità gitana, per ritrovare una parte delle mie radici. Mio padre è un Rom spagnolo e questo viaggio è stato anche un modo per avvicinarmi alla sua storia.
Ho frequentato un seminario di flamenco, scoprendo da vicino una tradizione in cui musica, danza e identità si intrecciano. Ho partecipato anche con il mio violino, portando il mio suono dentro un linguaggio musicale che sento vicino alla mia storia.
È stata un'esperienza di incontro e di scoperta, che mi ha fatto sentire ancora più vicina alle mie origini.

Il Giubileo dei Rom e dei Sinti
Partecipare al Giubileo dei Rom e dei Sinti, il 20/06/2025 a Roma, è stata un'emozione difficile da raccontare. Eravamo più di quattromila pellegrini, arrivati da settanta Paesi, con storie, lingue e tradizioni diverse.
Nell'Aula Paolo VI ho suonato insieme ad altri musicisti, accompagnando canti e preghiere davanti al Papa.
Il giorno seguente, al Santuario del Divino Amore, abbiamo ricordato il Beato Ceferino attraverso la musica, in un'atmosfera di festa e partecipazione.
Portare il suono del violino in questi luoghi, insieme alla cultura e alle radici del mio popolo, è stato qualcosa che porterò a lungo con me.

La musica Rom alla Scala
Il 10 aprile 2024 ho partecipato a una giornata speciale al Teatro alla Scala di Milano, dove Santino e Gennaro Spinelli hanno portato la musica rom nel Ridotto Toscanini.
Per me è stata un'emozione particolare. Come violinista dell'Orchestra Europea per la Pace, ho ritrovato in quel luogo una parte importante della mia storia e della mia cultura. Già nel 2020 avevo avuto l'occasione di accompagnare un coro di bambini rom alla Scala.
La musica può attraversare confini che a volte sembrano impossibili da superare. Quel giorno ho sentito che le nostre tradizioni potevano essere ascoltate e riconosciute in uno dei teatri più importanti del mondo.

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